| Uragani: Ike diventa depressione tropicale in Arkansas
(ANSA) - HOUSTON, 14 SET - L'uragano Ike si e' indebolito e si e' trasformato in depressione tropicale sull'ovest dell'Arkansas. Ike ha imperversato sul Golfo del Messico e sul Texas, colpendo in particolare la citta' di Houston. Due le vittime accertate: una donna uccisa in Texas da un albero caduto e,in Louisiana,un ragazzo di 16 anni,affogato dopo esser caduto da una barca da pesca in un canale ingrossato dalle mareggiate. Si cerca un 19enne,sparito in mare a Corpus Christi, Texas.
Gli uragani mandano un segnale: il cambiamento climatico e' reale Attesa in queste ore la perturbazione a Houston, dopo la scia di disastri lasciata a Cuba e Haiti
Houston – Mentre Ike sta raggiungendo il Texas crescono i timori che l’uragano cresca da categoria 2 a categoria 3, se non addirittura fino a categoria 4 nella scala Saffir-Simpson.
La paura cresce non solo leggendo i dati dei danni e delle vittime gia' causate dal medesimo uragano (75 morti tra Haiti e Cuba con quest’ultima, falcidiata anche dal precedente uragano Gustav, che ha chiesto la revoca dell’embargo agli Stati Uniti viste le 30 mila case distrutte e l'abbattimento di 90 mila ettari di canna da zucchero), ma soprattutto dopo che il Centro Nazionale degli uragani di Miami, l'agenzia del governo di Washington che tiene d'occhio le tempeste di origine tropicale, ha parlato di «pericolo di morte certa» per una perturbazione che sta superando le dimensioni di Katrina. Infatti, la marea alzata dai venti dell'uragano ha gia' provocato allagamenti sulle coste del Texas. Le previsioni sono di onde alte fino 15 metri e una marea di oltre sei, abbastanza per sommergere gran parte degli edifici della costa. Attualmente l'uragano si dirige verso Galveston a 4 chilometri orari, ma la perturbazione e' tale da mettere in allerta un tratto di costa di oltre seicento chilometri, da Corpus Christi, nel sud del Texas, a Morgan City, in Louisiana.
L’altalenarsi della forza dell’uragano degli ultimi giorni, a causa delle diverse zone di calore dell’Oceano Pacifico e del Golfo del Messico che hanno prima indebolito e poi rafforzato Ike durante il suo tragitto (le tempeste hanno, potenzialmente, la stessa energia di un uragano, ma i suoi venti sono distribuiti su un area molto vasta e soffiano, quindi, piu' lenti: la trasformazione in uragano e' la concentrazione dell’energia in un’area ristretta e avviene quando la pressione atmosferica diminuisce al centro della perturbazione), non da' certezza su quello che potra' capitare nelle prossime ore; per sicurezza gia' un milione di persone sono state evacuate da Galveston, gia' devastata da un uragano un secolo fa, e nel tratto di terra che dal mare porta a Houston, cosi' come la NASA ha deciso di trasferire temporaneamente la propria sede nella struttura di Hountsville in Alabama.La situazione sara' necessariamente affrontata in maniera differente a Houston a causa dei tre milioni di abitanti che rendono impossibile un’evacuazione di massa; pertanto i cittadini sono stati invitati a barricare porte e finestre e a fare scorte di acqua e cibo non deperibile per superare i giorni dell’emergenza.L’aumento della violenza degli uragani e' una realta' evidente che non riguarda solo i tropici o il Golfo del Messico: infatti i danni causati da Gustav e Ike, e forse tra poche settimane quelli che causeranno Hanna e Josefine in arrivo sulle coste americane, non possono evitare di focalizzare nuovamente l’attenzione sul cambiamento climatico in atto. Fenomeni atmosferici sempre piu' violenti sono stati predetti negli ultimi rapporti dell’IPCC (International Panel on Climate Change) come una delle conseguenze dell’aumento della temperatura globale che sta surriscaldando gli oceani e, in questo modo, aumentando la portata d’acqua delle nuvole e l’energia cinetica delle perturbazioni.Ovviamente i danni di questi uragani si fanno maggiormente sentire nelle zone del mondo piu' povere e piu' martoriate a livello ambientale: il caso di Haiti e' lampante a causa dell’enorme deforestazione e susseguente erosione del suolo, che sta flagellando l’isola da piu' di 20 anni e che ha levato qualsiasi difesa naturale contro fenomeni atmosferici violenti. Nel momento in cui le attivita' antroiche alterano gli equilibri naturali diventa piu' difficile arginare le conseguenze di questi episodi.Succede, cosi', che la stessa tempesta sia devastante da una parte e “solamente” pericolosa dall’altra, lasciando dei costi umani e materiali difficili da fronteggiare. Costi che alla fine riguardano tutti perche' si traducono in morti, rifugiati ambientali, impoverimento del patrimonio naturale e speculazioni economiche per la ricostruzione che spesso coinvolgono gruppi malavitosi e terroristici locali. Senza contare le speculazioni politiche in zone spesso instabili e governate da un protettorato militare.Eppure gli avvertimenti continuare ad arrivare: cosi' come 3 anni fa la pericolosita' di Katrina fu palese per tutti tranne che per le autorita' di New Orleans, anche prima dell’inizio di questa estate Phil Klotzbach, ricercatore dell'Universita' del Colorado ha affermato che «la probabilita' che un uragano di notevoli dimensioni possa scatenarsi lungo la costa degli Stati Uniti e' ora del 69%, rispetto alla media del 52% del secolo scorso». Sarebbe, quindi, anche da prendere in considerazione la previsione dell'International Research Center che entro 20 anni, forse meno, i ghiacciai del Polo Nord scompariranno nella stagione estiva, perche' questo sta gia' avendo ripercussioni politiche in merito ai transiti dei mercantili marittimi e sulla possibilita' di estrazione del petrolio dai fondali nordici.Bisognerebbe leggere i segnali che la Terra ci sta mandando prima di trovarci impreparati davanti a fenomeni naturali difficili da affrontare.
Uragani: Matt Damon giunto ad Haiti
L'attore con Wyclef Jean distibuisce aiuti alla popolazione Uragani: Matt Damon giunto ad Haiti ANSA- PORT-AU-PRINCE, 14 SET - L'attore Matt Damon e' ad Haiti, colpita in poche settimane da quattro violenti uragani che hanno provocato centinaia di morti. Damon e' arrivato in sostegno al suo amico Wyclef Jean, star americana di hip-hop di origini haitiane. Damon e Wyclef Jean si sono recati nel villaggio di Cabaret dove 70 persone sono morte per il passaggio dell'uragano Ike. I due artisti hanno partecipato alla distribuzione di generi alimentari ai sinistrati di tale localita'.
Uragani: Ike avanza, è a 30 km da aeroporto Houston Dopo aver toccato terra sull’isola di Galveston alle 2,10 del mattino ora locale, le 9,10 in Italia, l’uragano ‘Ike’ sta avanzando in profondità sul territorio del Texas, dove ha subito cominciato a seminare distruzione con le sue raffiche di vento, che toccano i 175 chilometri orari, e le precipitazioni torrenziali che lo accompagnano: meno di tre ore dopo l’approdo, ‘Ike’ si trovava già una trentina di chilometri a sud-est rispetto all’aeroporto internazionale di Houston, che dal litorale ne dista un’ottantina.Lo ha reso noto il Centro di Controllo Usa di Miami, in Florida, secondo cui la progressione è di una ventina di chilometri l’ora. Gli esperti, pur avendo lanciato l’allarme per il pericolo che ‘Ike’ torni a raggiungere la categoria 3 di potenza sui cinque gradi della scala ‘Saffir-Simpson’, hanno in parte ridimensionato la pessimistica previsione, e ora non escludono che nel prosieguo s’indebolisca; hanno tuttavia ammonito che almeno per tutto il pomeriggio di oggi manterrà le caratteristiche di un uragano, senza poter dunque essere declassato a tempesta tropicale. Attualmente è di categoria 2.
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